Le perle del Golfo Paradiso

Stretta tra il mare e le montagne, e favorita da un clima mite tutto l'anno, Nervi apre la sfilata delle perle del Golfo Paradiso. La cittadina, quasi completamente pedonale, offre, oltre agli splendidi paesaggi naturali, una zona alberghiera ricca ed un intreccio di eleganti negozi. Imperdibile è la passeggiata Anita Garibaldi, scavata nella scogliera, che parte dal porticciolo e arriva, dopo due chilometri, a Capoluogo, un minuscolo borgo con le case strette contro la roccia e a picco sul mare. Il porticciolo è il cuore storico di Nervi ed è reso ancora più suggestivo dalle tipiche case colorate, dai giardini, dai pergolati e, naturalmente, dalle tante piccole barche ormeggiate alla banchina. Direttamente dalla passeggiata, e alle spalle della scogliera, numerosi accessi permettono l'ingresso nei parchi lussureggianti delle tre celebri ville nervine: Grimaldi, Serra e Gropallo, incantevole spazio di ben 100mila metri quadrati che si estende tra il mare e la montagna. Di straordinaria bellezza è il famoso roseto della secentesca villa Grimaldi, dove le infinte varietà di rose (dalla Stephanie di Monaco alla Soraya) creano un groviglio di colori e profumi unico al mondo. In questa villa sono esposte le prestigiose Raccolte Frugone, che annoverano fra gli artisti Signorini, Lega e Fattori, ma anche Miller e Segantini. Alcuni piccoli ponti rendono villa Serra il naturale punto d'unione tra i giardini delle altre due ville: qui è facile vedere gli scoiattoli che vagano liberamente sui prati all'inglese. A villa Gropallo, sede della Biblioteca Comunale, è di notevole bellezza il viale delle palme, simbolo del prestigio della famiglia Gropallo.
Appena superata Nervi si arriva a Bogliasco, borgo dalle origini antiche, dove si può visitare la chiesa parrocchiale dedicata alla Natività di Santa Maria Santissima, edificata nel XII secolo e, in seguito, ricostruita dall'architetto Antonio Maria Ricca nella prima metà del 1700. Appena dopo Bogliasco si incontra Pieve Ligure, un piccolo centro abitato che si trova nel cuore del Golfo Paradiso. Anticamente, i confini del comune erano piuttosto estesi perchè Pieve Ligure raggruppava diverse frazioni. Di notevole importanza artistica è la chiesa dedicata a San Michele, che risale al XVII secolo, mentre l'Oratorio di S. Antonio Abate conserva al suo interno tre preziosi crocifissi in stile barocco, dei quali uno appartenente alla scuola del Marigliano. I tre crocifissi vengono portati in processione durante le feste di paese. In cima alla collina, a Pieve Alta, si trova la cappella di Santa Croce, raggiungibile a piedi percorrendo una passeggiata che offre scenari davvero suggestivi.

Parco Naturale Regionale dell'Antola

La visita al parco non può prescindere dal monte che gli da il nome, l'Antola (1597 metri), tradizionale meta di escursioni che si snodano lungo percorsi e mulattiere secolari, percorrendo i quali è possibile ricostruire le vecchie vie del commercio e dei traffici. Di sicuro interesse sono le valli ricomprese nell'area protetta, dalla selvaggia val Vobbia alla val Pentemina e alla val Brevenna, punteggiate da antichi borghi rurali (come Pentema, Casareggio, Chiappa e Tonno): qui è possibile rendersi conto di come ha agito l'uomo nel corso dei secoli per rendere vivibili luoghi altrimenti poco adatti alla coltivazione: terrazzamenti, zone bonificate, i caratteristici "casoni", costruzioni in pietra utilizzate fino a qualche decennio fa per la fienagione e il pascolo.

Genova e la cucina del ritorno

Definita "cucina del ritorno" perchè molte ricette la tradizione le vuole inventate dalle donne che aspettavano il ritorno dei mariti dal mare, quella genovese è sicuramente la gastronomia più rappresentativa della regione. Grande è la varietà di piatti sia contadini sia marinari, profumati dalle erbe aromatiche degli scoscesi orti e conditi con il prezioso olio locale. Molte, infatti, sono le preparazioni a base di carne e ortaggi, ma altrettanti sono i piatti a base di pesce, che si distinguono per la capacità di esaltare il gusto dei prodotti ittici meno pregiati, come le acciughe e soprattutto lo stoccafisso, il vero re della tavola genovese (un vero paradosso per una città affacciata sul mare se si considera che proviene dal Mare del Nord). Tipici della città sono anche celebri sughi, come il tocco, la salsa all'aglio e la salsa di noci, che vanno a sposare il sapore ora della pasta, ora della carne e del pesce. Pregiata è, infine, la tradizione pasticciera, il cui cavallo di battaglia è il semplice pandolce, versione secca del panettone. Il nome di Genova si impone comunque per la versatile focaccia e l'inimitabile pesto, dove gioca un ruolo fondamentale il profumatissimo basilico.
Una risorsa, quella del basilico, povera ma eccezionale, diventata il simbolo dell'indissolubile legame dei genovesi con la terra. Non bisogna dimenticare che gli uliveti dell'entroterra, approfittando della fertilità della terra e della mitezza del clima consentono ogni anno la produzione di un ottimo olio, segreto della sapidità delle preparazioni che più semplici. La montagna, invece, col persistere della tradizione dell'allevamento bovino, garantisce una rilevante produzione casearia che trova i suoi vanti nella Prescinseua e nel Casereccio di Gorreto. A ridosso della città, tra Sant'Olcese e Orero, trova origine un prodotto molto apprezzato dai genovesi, il Salame di Sant'Olcese.